*ipotesi di un viaggio in Italia
H. P. LOVECRAFT
IL MANOSCRITTO
RITROVATO
Il ritrovamento a Montecatini di un diario di viaggio nel Polesine, datato 1926, indurrebbe a riscrivere
la biografia dell’autore horror americano che ha influenzato, tra gli altri, Stephen King e John Carpenter.
Il più grande scrittore horror del Novecento è stato in Italia?
Da questo viaggio si è ispirato per gli inquietanti racconti che l’hanno reso celebre?
Nel luglio del 2002 Roberto Leggio, un giornalista italiano, aggirandosi tra i banchi di antiquaria di un mercatino di Montecatiniacquista un libro di Émile Zola.
All’interno vi rinviene una busta di carta ingiallita contenente una quarantina di fogli compilati a mano con inchiostro blu e numerosi disegni.
Scritto in lingua inglese, il manoscritto viene dimenticato per alcune settimane. Ma poi la curiosità fa la sua parte, e paga.
Tra le pagine spunta una cartolina di Venezia degli anni ’20: è firmata “Granpa Theo” (Nonno Teobaldo).
Si tratta di uno degli pseudonimi più usati dallo scrittore horror americano H. P. Lovecraft per siglare
le oltre centomila lettere che ha scritto nell’arco della sua vita (Providence, 1890 – 1937).
Leggio riconosce la firma e decide di rivolgersi ad un esperto, Sebastiano Fusco,
insieme al suo collega giornalista e documentarista Federico Greco (Stanley and Us, 1999).
La datazione del diario (1926) si incastrerebbe con alcuni momenti “in ombra” della vita dello scrittore,
nonostante i biografi siano certi che Lovecraft non si sia mai spostato dal
continente americano.
Ma le prime analisi esteriori sullo stile e la grafia fanno propendere per una conferma dell’attribuzione.
E così anche la ricerca documentaristica (H.P.Lovecraft – Ipotesi di un viaggio in Italia, trasmesso da Studio Universal),
realizzata da Greco e Leggio, approfonditasi nell’estate del 2004.
Un viaggio sulle tracce del diario, seguendo gli spostamenti italiani dell’autore fino al Delta del Po, passando attraverso la Biblioteca Marciana di Venezia.
Il risultato è sorprendente: se il manoscritto fosse stato redatto da Lovecraft, diverrebbe anche possibile che lo scrittore
abbia tratto ispirazione da quell’esperienza straordinaria e insolita e l’abbia fatta confluire nei racconti che l’hanno reso celebre,
in particolare La maschera di Innsmouth e Il richiamo di Cthulhu.
Infatti, il viaggiatore avrebbe conosciuto e apprezzato i cosiddetti “Racconti del filò”, la millenaria tradizione popolare del Polesine,
i cui protagonisti sono terrificanti esseri acquatici che si aggirano per i canali e i paesini sperduti di una delle zone più suggestive e misteriose d’Italia.
Lovecraft e le sue mostruose creature aliene, divinità crudelissime protagoniste di una cosmogonia alternativa,
hanno influenzato con la sua opera – in particolare il Necronomicon e i cosiddetti Miti di Cthulhu –
scrittori come Stephen King, Robert Bloch (“Psycho”), Richard Matheson (“Io sono leggenda”),
e registi come John Carpenter, Sam Raimi, Brian Yuzna e Roman Polanski.
H.P.L.: Ipotesi di un viaggio in Italia ha già scatenato accese discussioni nei newsgroup di internet
sulla possibilità che Lovecraft sia veramente venuto in Italia e sulla verosimiglianza del manoscritto.
regia
Federico Greco
Roberto Leggio
una produzione
di
Andrea Marotti e Pier Giorgio Bellocchio
e
di
Gianluca Curti
fotografia
Fabrizio La Palombara
montaggio
Fulvio Molena
Amalia Sylos Calò
suono
Fausto Sciarappa
Fabrizio Bacherini
edizione
Simonetta Solder
Emanuela Liverani
la voce di H. P. Lovecraft è di
Roberto Herlitzka
Documentario, Italia 2004 - 26'
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