Star Wars Episode II (apparso su Cinemazip.it)
Le premesse non erano certo
accattivanti.
La degenerazione di una saga che ha fatto epoca in supermercato del giocattolo
(usciti dall’Episode I i piccoli spettatori, freschi nuovi fan, non erano
certo attesi da notti di sogni eroici nelle vesti di Luke Skywalker, ma da
costosi comportamenti da inconsapevoli consumatori dettati dalle studiatissime
leggi di marketing della Lucas Film).
La catastrofica conferma che gli effetti speciali digitali non sono ancora
all’altezza (nessun personaggio della storia del cinema – a parte Louise
Fletcher di Qualcuno volò sul nido del cuculo – è stato odiato quanto il
tutto-digitale Jar-Jar Binks).
La morte del polveroso western spaziale (idea fondante del primo Star Wars)
e il rimpiazzo con un lucidissimo e freddo mondo virtuale troppo simile ai
videogiochi imperanti.
Infine, la permuta dell’eroe protagonista (Luke Skywalker) con il
protagonismo di certe esigenze narrative, troppo simili a quelle de Il
signore degli anelli, che non funzionava proprio perché non è un film ma la
prima puntata di un film.
Nonostante tutto questo il quinto capitolo della saga, secondo prequel della
trilogia, sbalordisce non poco per la capacità di Lucas di imparare dai propri
errori. Certo, non da tutti. Come in un film di Jackie Chan, che funziona solo
quando ne volano di santa ragione e crolla invece nel deliquio appena viene solo
accennato un dialogo, Star Wars – L’attacco dei cloni entusiasma fan,
nuovi adepti e semplici astanti per la semplice ma straordinaria coreografia di
certi duelli con la spada laser (ormai un personaggio in carne e ossa). Lontano
finalmente dai combattimenti alla Matrix, Star Wars II mette in
scena strepitose sequenze d’azione: su tutte, quella ambientata nell’officina
che genera le truppe nemiche androidi, o quella che ci rivela le nascoste
potenzialità atletiche di Joda. Anche se mostra la corda nei dialoghi tra i due
robot: superati, dozzinali, scritti solo per esserci.
La stampa americana sta “dando la benedizione” al film, gridando alla rinascita
del fantasy sugli schermi (si pensi anche al successo del Signore degli
anelli), sia per l’ottima sceneggiatura sia per il riassestamento nelle
linee guida della saga così come l’abbiamo sempre idolatrata. Ma forse ha
trascurato di rimarcare la vera portata dell'opera: il suo status di manifesto
del nuovo cinema digitale ad alto budget (girato, per intenderci, in Alta
Definizione 24p), che per la prima volta compie integralmente in
digitale il ciclo di lavorazione. In molte sale sparse per tutto il mondo (in
Italia mercoledì 15 maggio al Multiplex Arcadia di Melzo) ormai è possibile
vedere Star Wars II proiettato in digitale. Insomma, in questi casi la
pellicola non si è affacciata neppure per un momento nel ciclo produttivo del
film. Da quest’ottica sì che potremmo dire che La Saga è rinata a nuova vita:
così come il primo Guerre Stellari indicò una via ed è rimasto nella
storia, questo ci sta dimostrando che il cinema di oggi forse appartiene al
passato. E anche la qualità della definizione e degli effetti speciali sta a
dimostrare che la pellicola è ormai obsoleta come un PC 486. Salvo poi
riesumarla, un giorno, così come sta accadendo alla Nasa, che sta cercando
disperatamente su Internet la componentistica di vecchi PC Ibm per il suo
Shuttle.
Perché, diciamocelo, nonostante la macchina nuova o il seno sodo del nostro
nuovo partner, nulla è più bello del primo amore: la pellicola, come Alec
Guinness.
13 5 2002
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