Didier De Cottignies

 

 

 

Durante EWS si trovò in un empasse. Stava cercando la musica per la scena dell’orgia, e voleva la musica veneziana che gli avevo proposto, così gli ho mandato qualcosa come centottanta CD. Conosco la musica della mia etichetta e ho passato in rassegna Frescobaldi, Albinoni, Monteverdi… Gli andava bene la musica ma non voleva il cantato. Il che è buffo se pensi alla scena. Mi disse: «In quella scena ci sarà un brusio di voci, come una setta in preghiera. Questo è il punto principale». Non voleva nessun cantato che interferisse con quello che facevano gli attori. Doveva sembrare una setta in preda alla follia, e questo doveva sentirsi sopra alla musica. Ma non riuscivamo a trovare una musica abbastanza cupa in stile pre-barocco italiano. La scena si ispirava al carnevale di Venezia. Così Stanley pensava a musiche veneziane, ma più ne ascoltava più diceva di no. Erano tutte musiche troppo dolci o troppo belle. A lui ne serviva una oscena e cupa. Allora gli ho suggerito di cercare tra i compositori del ventesimo secolo. Abbiamo cominciato a cercare musica barocca rielaborata dai compositori contemporanei. Qualcosa come Prokofiev, i drammi di Puskin per il teatro, musica per teatro come quella di Sostakovich. Ma non trovava niente, voleva qualcosa di cadenzato. Dopo un po’ gli dissi: «Stanley, hai bisogno di una miscela di elementi. Se vuoi il clavicembalo devi aggiungerci qualcos’altro per rendere il brano cupo. Cerca un compositore che metta tutto insieme».

Dopo avere ascoltato altri duecentocinquanta CD gli ho detto: «Ti serve una musica su misura. E l’unica possibilità».

 

 

 

 

 

 

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