Brian Aldiss

 

 

 

Quando parlavi con Stanley ti rendevi conto della sua preoccupazione riguardo l’intera questione della sofferenza del popolo ebraico nel Mondo. Una delle ragioni per cui gli sono grato è di avermi fatto conoscere Primo Levi: ho letto tutti i suoi libri, quei meravigliosi libri sui campi di concentramento. Così fu facile per lui immaginare che David e Teddy potessero essere cacciati di casa e si trovassero sulla strada per Tin City, che immaginavo come una discarica dove tutti i robot e gli androidi andavano per sbarcare il lunario, un po’ come i poveri negri del Sud di cento anni fa. A Tin City tutto ciò prendeva la forma di un’organizzazione simile a un campo di concentramento. Abbiamo faticato molto su questo aspetto, e ricordo di aver scritto parecchio della sceneggiatura su questo argomento.

 

 

 

 

 

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