Salve o chutulodie amico Dairon
Ipotesi interessante. Ma non è che siamo, in realtà, nel filone
della pseudobiografia? Il ritrovamento della cartolina sa tanto di
racconto lovecraftiano. Comunque ci credo che nel polesine si
annidassero i figli di Dagon
Syas.
PS: nella vecchissima edizione del Necronomicon a cura della
Fanucci, in appendice veniva aggiunta la storia della "edizione
italiana" del Malfico Libro, caso strano ad opera di un occultista
rinascimentale veneziano....E per la penna di Fusco...Guarda te il
caso...
B.
10 2 2005
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Da notare che anche secondo me è decisamente fantabiografia (nota il riferimento "pubblicitario" a fine pagina), ma come appartenente al movimento "Italiani per l'autarchia del Fantastico" dovevo citarlo
D.
10 2 2005
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ciao a tutti. sono arrivato in
questo forum casualmente attraverso una serie di link che
partivano da un altro forum, pigrecoemme. e sono rimasto sorpreso
nel vedere che si stava parlando del mio film. Felicemente
sorpreso perchè non può che far bene al progetto che qualcuno ne
parli. Poi ovviamente i giudizi sono tutti da esprimere solo dopo
la visione del film. E qui si può solo, giustamente, scherzare
sulle premesse.
Lo so che la faccenda del ritrovamento pare fantabiografia e
guarda caso è molto lovecraftiana.
Il fatto è che quando a me e roberto è capitato di riconoscere la
firma presunta di Lovecraft, un bel po' dopo che Roberto aveva
comprato il libro di Zola all'interno del quale era contenuto il
manoscritto, siamo rimasti allibiti. E quando siamo andati da
Fusco - che non conoscevamo -, la sua risposta è stata, in
sintesi: "Dall'analisi esterna e superficiale potrebbe trattarsi
di Lovecraft, ma non sono disposto a metterci la faccia e a
dichiarare ufficialmente che il manoscritto sia suo. Dovete fare
un'analisi scientifica e grafologica seria".
Poi, chiacchierando, ha continuato: "Però se non avete i soldi
potete provare a verificare da soli, per il momento, la
verosimiglianza del contenuto".
E così è scattata l'idea. Io (ho girato già numerosi documentari e
la faccenda si faceva interessante per me) e Roberto siamo partiti
con una telecamerina MiniDV per una settimana di sopralluoghi nel
polesine. E alla fine abbiamo capito almeno che il manoscritto
parlava di un viaggio reale, che descriveva luoghi, fatti e
persone reali - tra cui la setta dei "fradei". Da lì l'idea di
farci un documentario, che poi, inaspettatamente si è traformato
in un film.
Fusco dunque non è all'origine della faccenda ma ce l'abbiamo
tirato dentro noi suo malgrado. Sapevamo che è il più importante
lovecraftiano d'Italia, nonostante alcune "cadute", e ce l'ha
dimostrato regalandoci un'immensità di consigli e di notizie, con
un'umiltà incredibile e una cultura mai vista in un uomo solo.
Scusate l'intrusione. Ma ci tenevo a chiarire.
Q.
20 2 2005
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Figurati!
Anzi, grazie per le notizie, decisamente "stuzzicanti"(sarà
irrealistica l'idea di base, ma non toglie che sia affascinante
.
Spero che il progetto vada avanti bene, aspetto di vederlo
compiuto.
M.
20 2 2005
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Salve Guilty (carino il nick,
metaforico...
). Se tutta la vicenda è vera come asserisci per i
Lovecraftologi non sarebbe una scoperta da poco. Quindi ti faccio
i miei personali complimenti (per quello che valgono). Foss' anche
una burla è talmente lovecraftiana da essere ottimamente concepita
(preciso: non sostengo che sia una burla, ma nel caso ha un
carattere genialmente lovecraftiano).
Va detto che il recluso di Providence era meno ostile ai viaggi di
quanto le biografie riportano. Da quanto ricordo del suo carteggio
mi sembra che, oltre al famoso periodo newyorkese, anche
successivamente HPL fece parecchi viaggi a zonzo per gli Usa,
ospite di alcuni suoi corrispondenti. Certamente è di grande
interesse apprendere che abbia addirittura passato l' Atlantico
per approdare in Italia ed in Veneto. Se fosse vero, come dicevo
in precedenza, sarebbe una grande scoperta. Keep us informed,
please.
Il Ciambellano lovecraftomane (io) te ne sarà eternamente grato.
B.
21 2 2005
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Il trailer mi è piaciuto assai. Complimenti. E' ben realizzato ed ingegnoso. Ci sono momenti in cui sembra di stare in un bayou della Louisiana. Chapeau.
B.
21 2 2005
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D.
21 2 2005
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No. C'è molto, molto di più.
E' la storia di quanto è avvenuto negli undici, deliranti giorni
di riprese sul Delta del Po. La setta è uno degli elementi di
tutta la faccenda, e forse neppure il più ambiguo.
Il film è la riorganizzazione di circa un centinaio di ore di
girato. Avendo fatto un lavoro massacrante in post-produzione,
di sei mesi, ne è venuto fuori un prodotto con una portante
narrativa molto forte.
Q.
22 2 2005
Fuori Fuoco - Cinema, ribelli e rivoluzionari