Ciao Federico,
alla fine sono riuscito a vedere il film (IL MISTERO DI LOVECRAFT), proprio
all'Azzurro Scipioni a dicembre. Ti ringrazio quindi della segnalazione e
perdona l'enorme ritardo con cui ti scrivo le mie impressioni.
Purtroppo ti devo dire che il film non mi e' piaciuto molto. Mi e'
dispiaciuto fondamentalmente che non sviluppasse meglio le domande
sull'effettiva (o meno) visita di Lovecraft in Italia e sull'influenza delle
leggende del Polesine sulla sua produzione artistica. Non mi ha soddisfatto che
questo interessantissimo dubbio venisse utilizzato solo come uno spunto per
iniziare un horror alla Blair Witch che si dimentica completamente dell'assunto
iniziale.
Anche i rapporti tra i personaggi non mi sono sembrati chiari e alcune scene non
erano sviluppate al meglio. Penso soprattutto alle scene "de paura" che non
riuscivano a montare una vera tensione perche'
ritornavano sempre al punto di partenza. Per esempio, sia dalla perlustrazione
dei cunicoli che dal sopralluogo alla casa dove si ode la filastrocca non ne
esce nulla e i protagonisti sono daccapo.
N. 2001
Ciao,
sono felice che tu l'abbia visto.
Davvero. E apprezzo molto la tua sincerità.
E ovviamente accolgo le tue impressioni con molta attenzione, perché si impara
di più (anzi, soltanto) dalle critiche che dalle lodi.
Però fammi dire due parole.
Lo scopo del film non è solo quello di prendere a pretesto la faccenda del
manoscritto per fare un horror alla BWP. Perché, diversamente da quanto dici,
una risposta il film la dà. Anche se non è questo il suo scopo ultimo.
Probabilmente non è chiara, e questo è forse colpa mia. Anzi non può che essere
colpa mia, a conti fatti.
Il punto è che il film viaggia su un piano diverso da quello che ci si aspetta:
e cioè voler dare la prova provata se il manoscritto e quanto ne consegue sia
vero o falso; se HPL sia venuto in Italia o meno; se i racconti del Filò abbiano
ispirato o meno HPL.
Il film vuole andare da un'altra parte e dire: "Ecco i meccanismi della
narrativa del più grande scrittore horror di tutti i tempi messi allo scoperto".
Chi vuole risposte (o spiegazioni), infine, ha pure quelle.
La risposta meramente "narrativa": Lovecraft non deve essere stato ispirato
'solo' dalle zone e dai racconti del Filò, ma anche - evidentemente - da quanto
SUCCEDE da quelle parti. Visto quanto accade alla troupe e quanto pare essere
accaduto allo studente universitario. Ne consegue inevitabilmente che la
risposta è sì a tutte le domande precedenti.
Meglio: la domanda non è più se Lovecraft si sia fatto ispirare dai racconti del
Filò e in che modo. Ma: laggiù succede qualcosa di inquietante e misterioso,
dunque certo che sì che si è fatto ispirare da quei racconti e da quelle zone,
ma anche quei racconti terribili sono ispirati ad una realtà terribile. Più di
così! Ma ricordiamoci sempre che stiamo facendo "cinema" e che questo è un
mockumentary.
La risposta più alta, direi "metaforica": (questa mi pare sia la più chiara di
tutte: c'è anche il cartello finale che sta lì a scolpirla definitivamente)
inutile che l'uomo si sforzi a tentare di comprendere: certe "verità" non sono
alla sua portata. Può solo perdere la sanità mentale quando se le trova davanti.
La risposta indiretta: quanto è capace di fotterci il sistema della
comunicazione odierno? Cosa è vero nel documentario e cosa non lo è?
La risposta filologica (e qui è necessario più di tutti lo spostamento di cui
dicevo prima): Lovecraft è l'autore del più famoso inganno letterario di tutti i
tempi, il Necronomicon. Se avesse dunque scritto una sceneggiatura per il grande
schermo, come l'avrebbe scritta? Secondo noi così, con un inganno
cinematografico. E avrebbe utilizzato i suoi meccanismi logici e narrativi
portando lo spettatore a chiedersi dapprima come finirà la ricerca, per esempio,
delle origini della statuetta di Chtulhu (dal racconto "Il richiamo di Cthulhu"),
e poi avrebbe fatto un salto in avanti portandolo a farsi nuove domande che
cancellano completamente la precedente, ormai diventata banale e inutile.
Non è che - come affermava il grande Douglas Adams - invece che cercare delle
risposte, dovremmo invece affannarci a cercare le DOMANDE giuste?
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