Mulholland Drive: viaggio nel bosco e (?) ritorno   (postato sul forum Pigrecoemme.com)

 

Sally Bowles ha scritto:
"Come si può raccontare un incubo? ( perché M.D. altro non è che questo, magari girato alla perfezione, ma soltanto questo). Sinceramente, auguro a Lynch di fare sogni migliori".


... col cinema, appunto.
che è l'unica arte, appunto, che va abbastanza vicino alla possibilità di messa in scena dei sogni (belli o brutti).
questa premessa la dò per scontata, cosa che fanno tutti i grandi registi del passato e del presente, nonché i critici più accorti, perchè è solo col cinema che si può giocare al meglio con gli archetipi.
Che sono la sostanza dei nostri sogni e delle favole.
MD - e tutto il cinema di Lynch - è fondato su archetipi pesantissimi seppur evocati subliminalmente.
Ed è la messa in scena di una favola terrificante. A metà tra cappuccetto rosso e pollicino. Hollywood (o Mulholland Drive, che è lo stesso) è il bosco. Il desiderio di sfondare è il lupo cattivo. Gli incubi di lei, la droga e tutto il resto sono le bricioline di pane che la portano fuori dal bosco.
Solo che a Lynch non piacciono le favole a lieto fine perché non corrispondono mai alla realtà, e la bionda invece di uscire dal bosco ci entra sempre più dentro fino ad esserne ingoiata.

Forse è per questo - cioè perché Lynch è riuscito a raccontarmi una storia incastonandola tra archetipi fortissimi e dunque toccando le paure più forti e ancestrali di ognuno di noi - che il finale del film mi ha provocato un'emozione fortissima.
Che non era affatto intellettuale, altrimenti non sarebbe stata così forte. Dunque niente seghe mentali. Ma lacrime dio mio, lacrime per il destino di quella poveraccia della bionda. E mani che tremano, un calore per tutto il corpo come quando da bambino vidi per la prima volta un morto ammazzato per la strada. Mentre se li vedo al tg, o in qualunque altro film, quella pietà per i morti ammazzati di tutto il mondo non riesco più a provarla. In MD sì, dio mio.

Ecco perché MD non va capito, ma goduto, come è stato giustamente detto.
E' come se volessimo cercare di capire 2001 Odissea nello spazio.

Con la differenza che quando a Kubrick chiedevano: "Di che parla il suo film?", lui rispondeva semplicemente e letteralmente: "Domanda sbagliata".
Mentre Lynch ci fa un sito internet in cui lì, DAVVERO, ci prende per il culo a tutti divertendosi a farci credere che dobbiamo capire cosa significhi ogni sequenza e ogni dettaglio. Davvero lì si sta piegando in due dalle risate. Ma solo perchè i produttori spaventati glielo hanno imposto.
Altrimenti, se potesse, anche lui risponderebbe alle seghe mentali che ci siamo fatti un po' tutti prima di capire che non c'entravano nulla col suo film: "Domanda sbagliata". E contento di essersela sbrigata in un minuto se ne tornerebbe a pensare ad un altro film.

D'altronde è possibile interpretare i sogni?
No, nonostante quello che ciarlatani e donascimienti vari ci fanno credere. I sogni servono a lasciarci emozioni collegate ad avvenimenti. Per avvertirci - subliminalmente o meno - che certe cose sono "buone" per noi e altre "cattive". Infatti che non sogna impazzisce, è provato scientificamente, perchè non riesce più a cogliere i dati della realtà, le sue priorità: non riesce più ad uscire dal bosco. Sognare serve a farci uscire dal bosco.
La stessa cosa che fa, nel suo piccolo, MD. Serve a farci uscire dal bosco. E ti pare poco?

Sally Bowles ha scritto: "MD è soltanto questo, un incubo?".

E TI PARE POCO?

Ovviamente non farei mai questo discorso a Lynch, non gli chiederei mai se questa interpretazione del suo cinema è giusta. Perchè lo reputo un artista e in quanto tale meno domande si fa e meno spiegazioni mi dà della sua opera e più credo in lui.
Ma, se invece glielo chiedessi e mi rispondesse: "Domanda sbagliata", tornerei a casa col sorriso sulle labbra finalmente convinto del tutto di aver incontrato un vero genio. Appunto.

 

18 3 2005

 

 

 

 

 

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