Forse è inutile dire che chi avesse avuto modo di seguire nei diversi
cineclub, proiezioni in sala o quando è stato messo in onda per la prima volta
in televisione, avrebbe avuto una impressione diversa di Stanley and Us
Project, ora uscito in un cofanetto che comprende 75’ di film ed un libro
di 224 pagine. La differenza non è data solo dall’occasione, quanto dalla
definizione di un progetto di work-in-progress all’interno dei limiti
stabiliti per la distribuzione commerciale. I tre giovani filmaker romani, Mauro
di Flaviano, Federico Greco e Stefano Landini, sono ben coscienti di questi
limiti, e continuano a tenere aperto il loro progetto di studio sulla figura
dello schivo e osannato autore newyorchese. Il loro lungo cammino di
avvicinamento a Stanley è iniziato più di quattro anni fa, nel tentativo di
colmare con gli occhi della realtà, le immagini che li avevano folgorati sullo
schermo. Non arriveranno mai direttamente di fronte all’autore di tali
immagini, rimarrà per loro una presenza incorporea, proprio come davanti al
grande schermo cinematografico illuminato. Al suo posto, a rendere testimonianza
dell’assente, piano piano, con sforzi e passione, i quattro porteranno davanti
l’occhio delle cinecamera una cinquantina tra critici, collaboratori, e
familiari del regista. Il ritratto così si allarga, prende la forma di
un’ossessione (se l’ossessione ha una forma…), un mosaico composto da una
serie di tessere che sembrano non avere un disegno unitario, e che potrebbero
non terminare mai. Dopotutto la vita di un uomo rimane un mistero, e
l’intervista testimonianza non fa che aggiungere mistero, e progredire verso
una linea della vita completamente casuale. In questo senso rimangono del tutto
significativi i film di Woddy Allen sui personaggi immaginari o reali da lui
creati tipo Zelig o il musicista interpretato da Sean Penn, le cui vite
testimoniate rendono con intenzione un ritratto ironico. Nulla di ironico
ovviamente per quanto riguarda Stanley ad us, e proprio per questo resta
un qualcosa di aperto che nel prodotto offerto soffre delle costrizioni imposte
dalla sintesi, ma come potrebbe essere altrimenti?
Marino Galdiero
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