Cinzia Bomoll
Questo romanzo è pazzesco. Mischia rabbia e dolcezza, morte e
tanta voglia di vivere. Mi ha commosso e divertito. Che talento.
Asia Argento
Una madre muta e immobile come una bambola rotta, un padre che ha più
dimestichezza con i maiali che con gli esseri umani. Ester e Alice, due sorelle
gemelle legate nell’anima da una dipendenza reciproca e feroce, crescono in un
paesino nebbioso e anonimo vicino Modena. Ester, con i capelli tinti di nero,
autolesionista e sessualmente promiscua, mette in scena finti suicidi come il
protagonista del suo film preferito Harold e Maude, e si lascia fecondare
dal male e dall’amore. Alice, bionda, sessuofoba e intransigente, sembra invece
accordata sulla nota stonata di una purezza ombrosa e risentita. Sullo sfondo di
una provincia emiliana monotonamente verde e piatta come un tavolo da biliardo,
dove gli adulti sono chiusi come pietre e gli adolescenti vivono accasciati
dentro macchine ferme o sulle sedie di plastica dei bar dell’ARCI, le due
gemelle carambolano da una parte all’altra, si inseguono impazzite, si urtano
violentemente e finiscono negli stessi buchi neri, inghiottite
dall’insoddisfazione e dalla rabbia.
Lei, che nelle foto non sorrideva, l’esordio letterario di Cinzia Bomoll,
è una storia d’amore e d’amicizia tenera e disperata, che racconta senza
fronzoli e trucchi il crudele passaggio adolescenziale, quel breve e intenso
periodo arso dalla scoperta della passione e del male.
L'AUTRICE Cinzia Bomoll, bolognese, vive a Roma ed è scrittrice e regista
per TV e cinema. Ha pubblicato due racconti: “Figa, sfiga senza fuga” in Ho
qualcosa da dirvi con Einaudi Stile libero e “Sbologna” in Gli
intemperanti con Meridiano Zero. Ha realizzato il film Il segreto di
Rahil.
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